articolo21 magazine indipendente

Il viale alberato più bello del mondo

La foresta urbana di Porto Alegre

È un immagine di Rua Goncalo de Carvalho: la strada alberata ritenuta la più bella del mondo. Un esempio di patrimonio ambientale conservato con forza e ostinazione dai residenti. La storia urbanistica della Sardegna racconta invece di oasi verdi decimate dal cemento e dalle malattie.

La strada più bella del mondo. Ma non solo. Un simbolo di lotta e resistenza contro il progresso del consumismo, a favore di un consumo dell’urbano da parte della natura, gesto divino che trasforma un angolo abitato in una meraviglia, capace di lasciare di stucco e di ridare linfa a un senso di creazione sovrannaturale, di civiltà, di paesaggio. È Rua Gonçalo de Carvalho, una meraviglia di 500 metri affiancata da alberi su entrambi i lati. Una via di Porto Alegre, capitale dello stato brasiliano del Rio Grande do Sul, sulla Lagoa dos Patosndo. Oltre 100 arbusti che arrivano sino al settimo piano degli edifici, un esplosione di verde nel mezzo della città.

Nel 2005, la realizzazione di un centro commerciale, ha messo a rischio la sopravvivenza della strada e quindi degli alberi di Tipuana, piantati nel 1930 da un gruppo di operai tedeschi dipendenti di una fabbrica di birra. Solo grazie alla mobilitazione dei residenti, il rischio è stato respinto e la strada Gonçalo de Carvalho ha ricevuto il titolo di patrimonio storico, culturale e ambientale. Oggi, la strada, è simbolo mondiale di salvaguardia e tutela delle oasi urbane.

Eppure il ricordo di esempi di questo tipo in Sardegna non è così lontano. Venti, trenta, ma soprattutto cinquanta anni fa il vecchio tracciato della Carlo Felice, che tagliava da Nord a Sud l’Isola, si snodava lungo decine di paesi che per armonizzare la presenza delle abitazioni con la rete viaria avevano fatto crescere rigogliosi viali alberati.

Paulilatino, via Nazionale nel 1966.

Paulilatino, via Nazionale nei primi anni del 900

Questa foto ritrae il viale alberato di via Nazionale a Paulilatino, un paese sardo del centro Sardegna. Oggi il viale alberato non è più così. Una malattia ha decimato le piante ormai da tanti anni. Un danno inestimabile che solo oggi il paese prova a far ripopolare, ma la natura si sviluppa lentamente rispetto ai tempi dell’uomo.

In passato, la strada principale della Sardegna passava proprio di lì. Attraversava il paese, quando ancora il traffico e il numero di automobili erano nettamente inferiori. Dai racconti degli anziani, storie di grandi lavoratori, di fascino ma anche di povertà, lungo il viale si andava persino a caccia. Non con i fucili, per ovvie ragioni, bensì con le fionde, costruite rigorosamente in maniera artigianale. All’epoca la carne era un alimento di lusso, e gli uccelli erano le uniche opportunità, per la maggior parte delle persone.  Si andava a gruppi di dieci persone, e ognuno aveva un compito ben preciso. Si faceva attenzione che non arrivasse nessuno, di non sfasciare i vetri delle case e si cercava di stare lontani dalla caserma dei carabinieri, che dava proprio sulla strada.

Tunnel verdi e gallerie della memoria che travolgono la limpidezza del presente, di luoghi dal sapore perso, dal fascino di un paesaggio antico che oggi avrebbe potuto trasformare quel senso di povertà del passato in ricchezza ambientale.

Paulilatino oggi

Paulilatino, via Nazionale oggi (Foto Google Maps)

Non si è fatto abbastanza per l’ambiente, crogiolati sull’idea sterile di una Sardegna disegnata interamente con il color verde. Son stati ricostruiti centri storici dimenticando quanto fosse importante rivitalizzare i viali e non solo rispolverare i selciati.

I ricordi sono le tracce che fanno fare dei passi avanti. Questo è il senso più profondo dell’innovazione. Innovazione che diventa sociale quando attorno al tema si crea una comunità di portatori di interesse pronti a riscoprire il tempo. Il tempo come possibilità, come opportunità. E in questa ottica vale l’invito a ripensare a una innovazione che fermi lo sguardo al passato, non in maniera conservatrice, bensì volto al recupero del progresso. Uno sguardo che oggi sembra essersi smarrito per sempre.

0 commenti Mostra discussione Nascondi discussione

Aggiungi un commento

post più letti